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presentazione
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roby facchinetti

Il fascino dei suoi silenzi e l’intensità della sua musica evocano uno struggente senso di solitudine. Se Maurizio Fabrizio fosse nato nella seconda metà dell’Ottocento, passeggiando per Galleria Vittorio Emanuele o Piazza della Scala, l’avremmo forse visto seduto ad un Caffè con Puccini, Mascagni, Leoncavallo o Giordano. Sorseggiando un cordiale, avrebbero conversato delle prove di Madame Butterfly, oppure di una nuova recita di Cavalleria Rusticana, Pagliacci o dell’Andrea Chénier. Lui, come sempre silenzioso e pacato, avrebbe per lo più ascoltato, annuendo assorto, di tanto in tanto, con brevi cenni del capo. Poi, congedandosi dagli amici con quel suo sorriso malinconico, si sarebbe incamminato, avvolto in un tabarro grigio scuro, con un cappello calato sulla testa, verso la sua “fredda stanza”, per tornare al suo pianoforte. Se davvero Maurizio avesse vissuto l’ultima fase della nostra tradizione operistica, anche lui avrebbe lasciato il segno nella storia della più popolare forma d’arte dell’Italia unita, cosi come oggi il suo nome è legato a canzoni di grande successo, destinate a rimanere nel tempo. La sua musica nasce da un’ispirazione pura e da un talento che fluisce in modo spontaneo, che genera melodie di ampio respiro, curate con gusto e raffinatezza. I suoi brani sono stati interpretati da molti artisti. Vari sono stati i connubi felici, ma, in assoluto, la cantante ideale delle sue appassionate melodie è stata Mia Martini. Quando, a metà degli anni Settanta, Maurizio ha composto Almeno tu nell’universo, di cui Bruno Lauzi ha scritto il testo, ad ispirarlo sono state proprio le straordinarie qualità vocali e il temperamento sanguigno di Mia Martini. Ma questa canzone è rimasta ad aspettare l’interprete ideale, chiusa in un cassetto, fino al 1989, anno in cui Mia Martini la canta in occasione del Festival di San Remo, dandone quell’indimenticabile interpretazione. Tutto ciò che Maurizio scrive ha un forte potere evocativo: suscita ricordi, speranze, antichi dolori e lontane sofferenze. Il suo primo vero grande hit, quello che per la prima volta gli dà la chiave d’accesso al mondo della canzone italiana in qualità di compositore, è stata Storie di tutti i giorni, cantata da Riccardo Fogli, che vince il Festival di San Remo del 1982. Questo brano rappresenta la sua svolta definitiva di artista: da compositore di talento ma conosciuto da pochi, a musicista apprezzato da tutti. Storie di tutti i giorni è una canzone dall’origine complessa, nata da una sua composizione sinfonica della durata di oltre quindici minuti, da cui è stata estrapolata una cellula melodica resa autonoma e compiuta. Forse è stata proprio la laboriosità del processo creativo di questo brano ad aiutarlo a scoprire i meccanismi che possono portare una bella idea musicale a diventare una grande canzone. Ancora oggi la naturalezza con cui compone mi sorprende e m’incanta. Maurizio Fabrizio è un tenace uomo del sud, schivo, riservato al limite della timidezza. Porta in sé il culto dell’ozio come stato ottimale che prelude all’espressione artistica. Per chi lo conosce, non é difficile immaginarlo nella sua “soffitta”, seduto al pianoforte con le persiane socchiuse, mentre fuori un sole cocente inviterebbe al riposo. Su un tavolino accanto a lui, una brocca di acqua fresca e limone, unico rimedio a quell’afa pomeridiana. Tutto è immobile in attesa che qualcuno apra il cassetto del suo scrittoio e dia il valore che meritano a quei manoscritti conservati da tempo e, a lui, un posto nella storia della musica italiana.


Giancarlo Lucariello

MAURIZIO FABRIZIO

Nato a Milano, dove studia al Conservatorio fagotto, contrabbasso, percussioni e composizione.

Le Canzoni:
1982 Storie di tutti i giorni cantata da Riccardo Fogli, vince il Festival di Sanremo
1983 Acquarello per Toquinho
1983 Bravi ragazzi per Miguel Bosè
1983 Sarà quel che sarà per Tiziana Rivale, vince il Festival di Sanremo
1986/1991 Brividi, Destino, A che servono gli dei per Rossana Casale
1989 Almeno tu nell'universo per Mia Martini
1990 Give me a reason per Miriam Makeba.
1995 I migliori anni della nostra vita per Renato Zero
1996 Strano il mio destino per Giorgia, terzo posto al Festival di Sanremo
1996 È la mia vita per Albano
1998 Sempre per Lisa, terzo posto al Festival di Sanremo
2003 Alla luce del sole per Josh Groban
2004 Che fantastica storia è la vita per Antonello Venditti
2005 Un' emozione per sempre per Eros Ramazzotti, vince il Bmi Award
2006 Che mistero è l'amore per Niki Nicolai e S. Di Battista, vince il Festival di Sanremo
2007 Schiavo d'amore per Piero Mazzocchetti, terzo posto al Festival di Sanremo

Per il Cinema:
Il buon soldato colonna sonora del film di Franco Brusati
Almeno tu nell'universo interpretata da Elisa, per il film "Ricordati di me" di G. Muccino

Per il Musical:
Rodolfo Valentino interpretato da Raffaele Paganini
Il grande campione interpretato da Massimo Ranieri

Le composizioni Classiche:
Il mondo di Federico e Kao, per sei percussionisti
Everyman, Oratorio per Orchestra, Soli e Coro

Per le terre assai lontane, Cantata per Mezzosoprano e Orchestra

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