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![]() Occhi limpidi, chiarissimi, quasi abbaglianti, sembra veramente che ci si possa passare attraverso e quella incredibile luminosità ti rimanga addosso. La sua voce squillante, libera, lì per lì ti sembra semplicemente sorridente e vivace, ma, se l’ascolti bene, ci trovi dentro anche un sottofondo di malinconico mal celato. Come le persone di spirito e positive Roby sa coccolarsi la tristezza del vivere, ma, nei momenti giusti, diventa un uragano che avvolge e coinvolge chi gli sta intorno. Tutte queste cose non sono solo una mia impressione superficiale, ma è proprio così come l’ho percepito la prima volta che l’ho incontrato, in lui non ci sono sottofondi o misteri impenetrabili, l’unico mistero di un artista così vitale è proprio la natura della sua vitalità. Roby è un uomo leale sincero e questo lo porta a credere negli altri, nel mondo, del resto se non fosse stato cosi non sarebbe riuscito ad essere un buon padre di cinque figli e a trasmettere a tutti loro la gioia e la bellezza della vita. Musicista instancabile e affascinante, le sue canzoni sono veramente lo specchio del suo modo di essere, schiette, determinate, spaziose, naturali, scivolano via come perle d’acqua piovana, sono talmente flessuose che sembrano scritte di getto, d’incanto, anche quando non lo sono. Quarant’anni di Pooh a macinare chilometri di musica, senza il benché minimo segno di cedimento: solo una grande passione per quello che si fa, unita ad una grande forza e convinzione nei propri mezzi e, nello stesso tempo, la sua sovrana modestia e un reale senso delle proporzioni, hanno potuto compiere un prodigio del genere. Il suo canto diretto, evocativo, si espande nell’aria con una facilità che diresti incomparabile. E forse Roby, nel mondo della musica italiana, incomparabile veramente lo è. Sono felice di averlo incontrato. E pensare che uno dei primi dischi italiani di musica pop che ho ascoltato e comprato è stato Opera prima dei Pooh! Chi l’avrebbe mai detto che un giorno avrei conosciuto, occhi negli occhi, quella voce che quando ero ragazzino mi aveva così affascinato. Ennio Speranza
ROBY FACCHINETTI compositore è la storia dei PoohI Pooh sono artisti straordinari che hanno prodotto mezzo secolo di arte musicale e cultura, anni senza soste, stracolmi di successi: circa 400 canzoni, con i loro album che sono entrati sempre nei primi 5 posti delle classifiche. Questi grandissimi risultati sono dovuti alla loro proverbiale professionalità, unita naturalmente alle analoghe straordinarie doti naturali. Il 2003 è l’anno del tanto atteso musical Pinocchio, con la regia di Saverio Marconi e le musiche dei Pooh, che lo firmano anche come produttori assieme alla Compagnia della Rancia. Il debutto avviene il 14 marzo al Teatro Diners della Luna di Assago (Milano): centinaia e centinaia di rappresentazioni, grande entusiasmo di pubblico e anche di critica, che paragona finalmente un musical italiano alle classiche produzioni di Broadway e londinesi. Roby Facchinetti ha pubblicato anche due dischi da solista nel 1984 e nel
1994. Ha ereditato dalla madre la passione per la musica, ed è “nipote d’arte”:
il nonno era compositore e direttore di un coro polifonico. A 4 anni gli regalano
un organetto a bocca e attraverso questo piccolo strumento scopre l’emozione
della musica. A 6 anni inizia a studiare la fisarmonica. Il suo precoce talento
porta i suoi genitori ad iscriverlo all'età di otto anni al Conservatorio "Donizetti" di
Bergamo: a dieci anni inizia a studiare il pianoforte e all’età di 11 anni
inizia a comporre. |